Le corde dell’anima vibrano al Summer Festival

Ovazione per il violino romantico del grande maestro Felice Cusano

Concerto indimenticabile per l’evento clou della manifestazione

Sono state le corde dell’anima a vibrare sabato sera, all’ex refettorio di San Pietro, per il concerto evento del Summer Festival. Erano due anni che Felice Cusano non si esibiva davanti al pubblico e il maestro ha scelto proprio Gubbio, grazie alla direttrice artistica Katia Ghigi che ha voluto fortemente la sua presenza al Festival, per mettere a nudo le sue emozioni, perché quando un artista si esibisce ogni volta dona una parte di sé. “Un musicista esprime ciò che ha dentro se stesso – ha raccontato il maestro – un bravo musicista può regalare un bellissimo concerto al pubblico, ma se non trasmette nulla di ciò che ha dentro, viene presto dimenticato. Si ricorderà, appena usciti dal concerto, la bella musica, ma poi finisce tutto lì. Studio molte ore al giorno, perché mi piace suonare, amo suonare il violino, ma mi esibisco molto poco perché ogni volta per me è come ‘soffrire’, mostro la mia parte interiore al pubblico e lo faccio senza riserve”. Anche sabato il maestro non si è risparmiato per quello che si può definire l’evento clou della manifestazione, c’era il pubblico delle grandi occasioni ad ascoltarlo con molti spettatori rimasti in piedi pur di assistere all’attesissima serata. Accompagnato dal figlio Dario al pianoforte, anche lui bravissimo davvero impeccabile e coinvolgente nella sua esecuzione, Cusano ha tenuto una delle sue memorabili esibizioni. Dal “Canto d?autunno” di Tchaikovsky alla sonata per violino e pianoforte di Edward Grieg, i brani scelti e alcuni eseguiti davanti al pubblico per la prima volta, hanno preso vita come fossero quadri. Perfezione tecnica, virtuosismi e quell’impeto soave nel far vibrare le corde che rimarrà impresso nella memoria di chi ha colto l’occasione per ascoltare uno dei più grandi violinisti al mondo. Richiamato sul palco dai continui applausi ha concesso più di un bis, rispondendo al desiderio dei presenti di riascoltarlo ancora e ancora. Allora a sorpresa Debussy e l’amato “Clair de Lune” e infine l’assolo che ha commosso il pubblico, prezioso cammeo di una serata indimenticabile.

L’ufficio stampa del Festival